Sul caso Peppermint
maggio 10th, 2007 Posted in Tecnologia, appuntiIeri punto informatico ci raccontava come un’impresa privata (svizzera), per conto di una casa discografica tedesca, abbia svolto indagini a carico di utenti italiani che avrebbero condiviso illegalmente in rete file protetti da diritto d’autore.
Ho trovato sconcertanti molti dei dettagli raccontati nella vicenda, ma alcuni superano davvero qualsiasi limite di decenza:
la Telecom e altri ISP (costretti dal Tribunale di Roma) forniscono l’identità degli utenti associati a una lista di indirizzi IP dai quali, secondo l’azienda svizzera, sarebbero stati messi in condivisione i file. Sulla questione il Garante della Privacy non si è “ancora” pronunciato.
Il fatto assolutamente sconcertante è che queste informazioni siano state cedute ad un’agenzia investigativa privata, straniera ed extracomunitaria e non ad una autorità di polizia. Quale garanzia abbiamo che queste informazioni non possano essere utilizzate per scoprire quali altri siti e servizi siano stati usati dai medesimi IP, e quindi dalle medesime persone? E se il contenuto dei siti o la natura dei servizi utilizzati permettesse di dedurre addirittura informazioni sensibili (abitudini sessuali, opinioni politiche o condizioni di salute) sulle persone identificate?
Il mio non è un esercizio teorico, sarebbe sufficiente aver condiviso un documento recante un messaggio politico per consentire di associare all’IP, quindi ad un individuo, una determinata opinione politica.
L’indagine è stata svolta con la necessaria attenzione e competenza tecnica?
A chi risponderebbe in caso di errore il responsabile delle indagini?
Potremmo, insomma, trovarci nella situazione di aver rilevato informazioni sensibili non affidabili su individui che potrebbero essere completamente estranei all’ipotesi di reato contestata.
Con chi avrei voglia di prendermela?
Non posso prendermela con il tribunale di Roma che, assiomaticamente, può aver deciso esclusivamente applicando la legge.
Posso esprimere riserve sull’attenzione che il Garante della Privacy dedica alle questioni che coinvolgono le persone qualunque, non potendo non ricordare la sollecitudine mostrata in altre occasioni quando in gioco ci sono stati i nomi di personaggi potenti o famosi.
Posso ringraziare il Senatore Cortiana per il puntuale e documentato interessamento in parte rassegnato al fatto che le sue istanze non sortiranno alcun effetto: erano inefficaci quando era all’opposizione, lo sembrano purtroppo anche adesso che, al governo, è membro del “Comitato Consultivo sul futuro della Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione“. Spero di sbagliarmi.
2 commenti to “Sul caso Peppermint”
By willy on mag 11, 2007
molto bello il tuo blog, tornerò.
Emiele Autumn l’ho scoperta per caso su un catalogo, è grande, anche se a volte, guardando i video, mi da l’idea che preferirebbe fare musica classica o dance, il risultato musicale dell’ultimo album è veramente emozionante, mi piace molto. ciao.