Marc va a Canossa

luglio 11th, 2007 Posted in Tecnologia, web

5 settimane fa Marc Andreessen apriva il proprio blog. La cosa non è ovviamente passata inosservata. M. Andressen è una delle personalità che hanno permesso al web di diventare ciò che è oggi contribuendo con E. Bina alla creazione del primo browser grafico (Mosaic). Da allora ha continuato a “lavorare nel settore” come protagonista (Netscape), per cui, come ricordava Massimo pochi giorni fa, destò qualche perplessità e delusione una sua dichiarazione del 2003 sul perché non aprisse un blog:

“I don’t have the time or ego need”

Ieri in un suo post sulle “11 lezioni imparate sul blogging” ammette l’errore commesso:

Third, I should have started doing this years and years ago.
Anyone who says blogs are not widely read is incorrect. I have been absolutely amazed at the range and diversity of the people who have been reading this blog, and so quickly.
It is crystal clear to me now that at least in industries where lots of people are online, blogging is the single best way to communicate and interact.
I missed this early on, but I certainly get it now.

Il post merita un’attenta lettura.

L’autore spiega perché, avendo registrato un successo esplosivo, per far fronte agli abusi e allo spam, sia stato costretto a disabilitare i commenti lasciando al trackback la possibilità di interagire e commentare i suoi post.
L’autore condivide con Dave Sifry l’idea di un’evoluzione in cui la conversazione nella rete avverrà sui rispettivi blog, con meccanismi di trackback e notifica attraverso motori di ricerca specializzati come technorati (leggendo la biografia di Sifry si intuisce che la citazione non è casuale). In questo modo ognuno sarà responsabile del proprio spazio online e dei propri post e troll e spammer avranno vita meno facile.

Nell’ultimo degli 11 punti elencati Marc ci fa infine notare che, pur essendo vero che solo adesso ha aperto un vero blog, già nel 1993 aveva pubblicato qualcosa di molto simile.

Non ho potuto fare a meno di riprendere in mano il libro della Genesi e rileggere uno dei passi in cui Tim Berbers Lee descrive il ruolo fondamentale avuto da Bina e Andreessen nell’affermazione del web con la realizzazione di Mosaic:

Marc Andreessen, studente, ed Eric Bina, uno dello staff, decisero allora di creare un navigatore per X. Eric era un po’ un tipo alla Pei Wei, e scrisse zitto zitto il codice HTML riuscendo a farlo funzionare. Invece Marc garantì una presenza costante nel gruppo di discussione sul Web per cercare di capire quali erano le funzioni che la gente chiedeva e gli aspetti che avrebbero reso più facile usare un navigatore. Poi li inseriva nel browser nascente continuando a diffondere le nuove versioni perché gli altri potessero provarle. Era molto attento alle critiche, quasi come si trattasse di “relazioni con cliente”. Sorretto, a quanto si favoleggia, da quantità industriali di caffè espresso, durante la notte Marc sistemava i bachi e aggiungeva piccole funzioni in risposta alle reazioni degli utenti.
In questo modo si poneva in assoluto contrasto con il resto degli studenti programmatori. Marc non era interessato a far funzionare il programma bensì a far usare il suo navigatore da più gente possibile. Era ovviamente quel che serviva al Web in quel momento.
Il browser risultante fu chiamato Mosaic.

[Tim Berners Lee]

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