Dalla click-stream analysis alla event-stream analysis
agosto 7th, 2007 Posted in Tecnologia, clickstreamQuando si parla di analisi del traffico su un sito web, si utilizza, spesso, il termine analisi del clickstream facendo riferimento alla sequenza di click e, di conseguenza, di pagine.
Per analizzare, quantificare e comprendere il comportamento del visitatore sul mio sito web ho a disposizione un’ampia e crescente gamma di strumenti.
Il log del web server, quando accessibile, resta una fonte di informazione insostituibile per un’analisi sia di basso livello (monitoraggio del carico sul sistema) sia di alto livello (stima delle pagine viste e delle visite).
Ma il web server registra esclusivamente le richieste (pagine html, script, immagini, suoni, …) ricevute e gestite. Può ignorare completamente le richieste intercettate dalle diverse cache e, soprattutto non è in alcun modo in gradi di registrare quelle azioni dell’utente che non richiedono un accesso al server. Restano quindi esclusi dal log i click su ancore all’interno del documento già visualizzato e, soprattutto, tutti i click che, tramite javascript, alterano la pagina modificandone l’aspetto e, sempre più spesso, i contenuti, ma senza interagire con il server. Restano inoltre escluse tutte le azioni dell’utente che non comportano click del mouse: mouseover, scroll della pagina, gli stessi movimenti del mouse (anche se a rigore anche questi eventi potrebbero scatenare richieste al server ed essere quindi registrati).
L’inserimento di web bug (immagini, frammenti javascript) possono integrare in maniera efficace l’analisi del clickstream (google analytics). Ma queste tecniche permettono altre interessantissime osservazioni: il caricamento di codice javascript sulla pagina può essere utilizzato per allargare l’analisi oltre il classico concetto del clickstream, arrivando a registrare e analizzare le azioni dell’utente sul browser, monitorando tutti gli eventi prodotti attraverso il mouse e la tastiera (digitazione di password compresa). Possiamo parlare, in questo caso di event-stream, flusso degli eventi e non solo di click.
Da ieri sto sperimentando clicktale, un nuovo servizio (di cui ho letto tramite TechCrunch), che permette di registrare e riprodurre come in un filmato ciò che ogni singolo utente fa sulle diverse pagine del sito: movimento del mouse, mouseover sui link del blogroll, scrolling della pagina. Sto provando anche crazyegg, che abbozza un’analisi di questo tipo, ma si limita a rilevare il click del mouse (niente movimenti, mouseover e scrolling).
Attraverso questi nuovi strumenti si possono trarre utili informazioni su come meglio collocare i diversi contenuti sulla pagina riuscendo a capire (o meglio intuire) ciò che il singolo utente fa sul browser.
Senz’altro divertente su siti a scarso traffico in cui ci si può permettere di osservare il 100% delle visite. Non può sostituire strumenti di analisi classici nella comprensione dell’attività degli utenti su siti più complessi e a più alto traffico. Al contrario, però, per applicazioni web fortemente interattive sul browser, ma con rari scambi sul server, questo tipo di approccio resta l’unico a disposizione per avere un’idea dell’attività dell’utente dopo che questi ha caricato la pagina-applicazione.
Il servizio è gratuito per un limitato numero di accessi. Può comunque essere usato su siti a medio e altro traffico scegliendo di campionare le visite. I costi non sono comunque proibitivi e il setup è immediato.
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