Archive for settembre, 2008

Peter Gabriel (et al) - Big Blue Ball

martedì 30 settembre 2008 Pubblicato in Musica, etnica | Nessun commento »

Big Blue Ball - Peter Gabriel et al - 2008Faccio eccezione alla “linea editoriale” di questo blog (che mi imporrebbe di evitare artisti ultranoti e/o stroncature) per parlare di un’interessante novità scoperta quasi per caso grazie ad Amazon, mentre aggiornavo il rating dei CD in mio possesso. Infatti in ballo c’è il Sommo Peter Gabriel, l’indiscusso e intramontabile leader (per anni monopolista) dei miei gusti musicali. Inoltre parliamo di un album uscito, almeno in Italia, abbastanza in sordina.

Si tratta di una raccolta di brani registrati presso gli Studios della Real World (la casa discografica di Peter Gabriel) tra il 1991 e il 1995. Un lunghissimo periodo di gestazione per un composito di “world music” frutto della collaborazione di diversi artisti e prodotto dallo stesso Peter Gabriel, da Karl Wallinger e Stephen Hague. Tra i tanti: Sinead O’ Connor, voce e coautrice col giapponese Joji Hirota in Everything comes from you, i francesi Deep Forest (Eric Mouquet e Michel Sanchez) in Altus Silva (!). Splendida la voce dell’ungherese Marta Sebestyen in Rivers (lo so, il mio solito debole per le voci femminili). La voce di Karl Wallinger può essere apprezzata nell’ultimo brano, Big Blue Ball, che da’ il titolo all’album. Non mancano brani fortemente  etno-ritmici come Forest, del senegalese Arona N’diaye (che collabora in altri due brani dell’album), Shadow di Papa Wemba e Habibe con la voce dell’egiziana Natacha Atlas.

Naturalmente lo stesso Peter Gabriel è co-autore e voce in diversi brani dell’album, a partire da Whole thing, brano di apertura, Exit through you e Burn you up, burn you down. Questo basta ad obbligare all’acquisto i fan del Sommo profeta della musica.

L’articolo su wikipedia cita la lista completa degli artisti coinvolti, brano per brano.

Sito ufficiale dell’album: bigblueball.realworldrecords.com

REM live a Bologna

sabato 27 settembre 2008 Pubblicato in Concerti, Musica, Rock | 6 Commenti »

REM live a Bologna, 2008Bologna, 26 settembre 2008.

L’abbiamo battezzato “concerto per quarantenni” per vari motivi: posti in gradinata numerati, nessuno in piedi alla balaustra e quindi il concerto lo vediamo da seduti senza discutere con nessuno; inizio puntualissimo alle 21.00, 130 minuti di spettacolo, tutti a casa alle 23.10; brani vecchi quasi vent’anni che ci ricordano quando anche noi ne avevano venti (e rotti) di anni. Insomma uno svago senza disagi.

Ma, a parte gli scherzi, uno spettacolo fantastico, senz,altro il più bello tra quelli che ho visto nell’ultimo anno. Tanta  musica fantastica (e quanti ricordi!). Michael Stipe scatenato e instancabile. Il pubblico del parterre (i ggiovani) compatto e sfrenato completa la coreografia dello spettacolo diventandone parte integrante (spettacolo per i compunti meno ggiovani delle gradinate).

REM, Bologna 2008 - il pubblico

Del vastissimo repertorio ci hanno proposto brani del recente Accelerate, ma senza esagerare. Tanto spazio è stato lasciato ai brani eterni e indimenticabili. Nessun atteggiamento snob verso il proprio passato: il rituale rientro (bis) ci propone Losing my Religion. Ne è valsa davvero la pena!

Lo spettacolo termina con la presentazione dei musicisti e un caloroso grazie di Michael rivolto al pubblico.

Da parte mia, oltre che ai REM (grazie di esistere e di essere stati tra noi stasera), un grazie speciale va a Marco che mi ha regalato lo spettacolo in onore del mio 4?-esimo compleanno (aiutino: come i gatti della canzone).

Divertitevi a cercare sul palco un dettaglio curioso. Qui trovate la soluzione.

I REM hanno predisposto un sito per raccogliere tutto il materiale prodotto in occasione del tour. Basta usare il tagging come indicato sul sito e foto di flickr, video su youtube e post nel blog personale finiranno aggregati sul sito ufficiale del tour: tour.remhq.com.

Ecco qui il video di Losing my Religion e alcuni scatti con la mia EOS 450D:

(continua…)

Emiliana Torrini - Me and Armini

sabato 20 settembre 2008 Pubblicato in Musica, folk rock | Nessun commento »

Emiliana Torrini - Me and Armini (2008)Tre dei miei artisti ultra-preferiti sono islandesi (la Divina e i Mattacchioni). E la cerchia non è larghissima. Segno che l’Islanda sa toccare le mie corde. Emiliana Torrini ha appena pubblicato il suo terzo CD, Me and Armini,  bellissimo, più dei precedenti.

Forse è finalmente arrivato il disco che la farà conoscere ai più, grazie soprattutto all’ironica Jungle Drum (qui un “filmato” su youtube), allegra e vivace ballata, riuscendo dove nemmeno il Signore degli Anelli aveva potuto (Gollum’s song). Diversa dal resto dell’album, ma certo efficace. Il ritornello resta in testa e continua a tamburellare nei nostri pensieri.

Ma è l’intero album fantastico, come, peraltro, i due che l’hanno preceduto.

last.fm, myspace, sito ufficiale, wikipedia

Dopo Ricca, David Gow

venerdì 5 settembre 2008 Pubblicato in appunti | Nessun commento »

Ah, torna la perfida Albione con la sua subdola propaganda comunista.

via .mau

Ma il fumetto su chrome l’avete almeno sfogliato?

mercoledì 3 settembre 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | 8 Commenti »

Tra gli eventi della settimana senz’altro possiamo annoverare il rilascio della beta di Chrome, il google-browser. Ho già letto diversi commenti più o meno dettagliati e più o meno appropriati e devo ammettere di condividere solo parzialmente molte delle opinioni espresse.

Molti esprimono dubbi sulla necessità di un altro browser. Perché? Maggiore è il numero di browser utilizzati, minore sarà la rilevanza del singolo, più il web dovrà attenersi agli standard con gioia di chi il web l’ha concepito a tutela della sua apertura e diffusione. Mai più leggeremo “ottimizzato per …”. O ce ne siamo dimenticati?

In diversi si sono soffermati sui dettagli di interfaccia (peraltro l’essenzialità di chrome è tutt’altro che criticabile) sostenendo che c’é poco di innovativo e che quindi potevamo fare a meno dell’ennesimo browser (di nuovo!).

C’è chi ha rinnovato l’accostamento dell’emergente monopolio di google a quello che ha caratterizzato il nostro medioevo informatico (questa è una mia definizione), ma questo è un punto troppo delicato da affrontare tra le pieghe di un post.

Qualcuno ha accennato agli aspetti più interni del browser, parlando di efficienza e affidabilità centrando, a mio parere, il vero scopo di questo progetto.

Dalla veloce (e incompleta) lettura del fumetto mi è sembrato di capire che la motivazione fondamentale, se non l’unica, che ha spinto google a progettare un altro browser sia stata la necessità di supportare meglio le Rich Internet Application (RIA): maggiore velocità e, soprattutto, maggiore affidabilità. Qui parliamo di sostanza, non di meccanismi di anti-aliasing, meccanismi di zoom, supporto di primitive CSS ancora soggette a standardizzazione. No, chrome è innovativo perché si pone l’obiettivo (raggiungerlo sarà un altro problema) di permetterci di usare le RIA senza il timore che l’apertura di un file PDF su uno dei tab aperti blocchi tutte le finestre del browser o che il crash per overflow di memoria causato da uno script ci faccia perdere il contenuto di tutte le finestre attive.

Il ripristino di firefox non ci aiuta. La chiusura inattesa di una RIA spesso comporta la perdita del lavoro fatto (quanti post avete perso perché vi siete dimenticati di salvare il contenuto di una semplice textarea?).

Allora teniamo d’occhio ciò che chrome ci propone di realmente innovativo:

1) una macchina virtuale per javascript con un meccanismo di esecuzione del codice javascript che prevede una precompilazione e non una interpretazione passo passo;

2) un processo separato per ognuno dei tab aperti.

Questo dovrà migliorare le prestazioni nell’esecuzione di script, diminuire la dispersione dello spazio di memoria e, soprattutto, limitare al singolo tab (quindi alla singola applicazione) gli eventuali problemi legati alla cattiva programmazione e alla presenza di bug.

Condivido pienamente la scelta strategica di google, che tanto sta investendo sulle RIA ostinandosi (correttamente) ad usare tecnologie di base e soprattutto standard (AJAX). Per realizzare RIA con AJAX efficienti e affidabili i browser attuali non bastano, serve una nuova generazione e chrome rappresenta il corretto modello evolutivo da seguire.

Oppure preferiamo usare Silverlight?

PS. Il fumetto, va ammesso, non verrà ricordato come espressione artistica, ma l’ho trovato utilissimo per cercare di comprendere  cosa fosse chrome senza addormentarmi alla seconda pagina. Consigliato.

Cito alcune delle letture che mi hanno ispirato il post: chrome-faq di giovy (va comunque letto anche il commento al post di EnricoG); vari post nel blog di html.it, tra cui quello di Lamanna su alcune caratteristiche del rendering HTML e CSS; francesco e paulthewineguy, molto critici; infine giavasan, del quale condivido alla lettera le conclusioni.

Sulle RIA avevo scritto un post tempo fa e l’iniziativa di google conferma la mia preferenza per le soluzioni basate su AJAX.