Lego Halloween
venerdì 31 ottobre 2008 Pubblicato in appunti | Nessun commento »
Lego Halloween
Originally uploaded by enoela
“Ti avevo detto che eri troppo alto per starci dentro!”
Russian Circles live a Bologna
venerdì 31 ottobre 2008 Pubblicato in Concerti, Metal, Progressive Metal | Nessun commento »Bologna, Sottotetto sound club, 30 ottobre 2008.
I Russian Circles sono, per me, una recentissima scoperta. Mi fanno letteralmente impazzire e il caso ha voluto che oggi si esibissero a Bologna al Sottotetto. La serata presenta, in realtà, tre gruppi: gli Amia Venera Landscape hanno preceduto e i These Arms Are Snakes hanno seguito il concerto del trio di Chicago.
I Russian Circles, a detta di chi se ne intende, esibiscono una tecnica eccellente ma, soprattutto, suonano una musica completamente strumentale che trovo straordinaria. Davvero, massimo entusiasmo per questa band. Ritmi incalzanti e melodia. Suoni campionati e ripetuti trasformano il trio in un’orchestra. Mi hanno ricordato un po’ i Battles, in versione Metal e nello stesso tempo più melodici (nei tratti in cui stanno buoni e non ti investono di note e decibel).
Non ho molto da dire sul primo gruppo, gli Amia Venera Landscape, mentre dei These Arms are Snakes, non si può non sottolineare la follia del cantante che si è mosso come un forsennato per l’intero spettacolo sull’affollatissimo palco e fuori (arrampicandosi sui tubi innocenti della struttura e saltando giù fra il pubblico).
Ah, due parole sul pubblico. Non eravamo una marea. Su last.fm ci eravamo dichiarati in 59. Nella sala non credo siamo stati più di 150/200 (sono meno bravo della questura di Roma a contare le persone).
Con le foto, nonostante fossi sotto il palco, questa volta non ho ottenuto gran ché. I Russian Circles hanno sparato fumo per tutto lo spettacolo. D’accordo, questo contribuiva a creare un’atmosfera onirica che ben accompagnava la loro musica, ma nascondeva i musicisti nella foschia.
Insomma, se amate i ritmi intensi e non vi fate spaventare dall’assenza di cantato, correte ad acquistare (se lo trovate, conviene guardare su Amazon perché nei negozi è dura trovarlo) il loro ultimo album, Station.
Ecco qualche scatto salvabile rubato alla nebbia: (continua…)
Nuovi modelli di business? Iniziamo con l’italiano…
lunedì 27 ottobre 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, senza parole, web | Nessun commento »Il Corriere pubblica, manteblog cita, noi leggiamo: un tema moderno, delicato, che merita attenzione.
L’articolo non dice nulla di nuovo presentando, come sempre la posizione unica di chi difende lo status quo. Tuttavia la tortura cui è sottoposta la nostra lingua nei due paragrafi conclusivi supera i limiti del ridicolo e merita lettura e citazione.
C’è chi dice che il mondo è cambiato e occorre studiare come sfruttare un fenomeno incontrastabile come la condivisione di contenuti in rete. Individuare “nuovi modelli di business”. Sì, magari domani.
Oggi recuperiamo il sussidiario e rispolveriamo un po’ l’italiano.
“… è impraticabile la possibilità di rintracciare chi sta facendo lo streaming e cioè chi vede illegalmente film sul computer … una posizione troppo severa dell’Autorità per privacy che non consente l’individuazione dei ladri sul web … un caso specifico in cui le industrie col software Alpha Bat sono riuscite a individuare mille persone, con tanto di nome e cognome, ma il giudice disse che gli autori della ricerca potevano essere perseguibili come contravventori della privacy … La normativa italiana, molto è considerata tra le migliori, ma risulta inefficace … E invece si commette un furto: delle idee e del pensiero. L’anomalia italiana è che, rispetto a Francia e Inghilterra, finora non siamo riusciti a invitare al tavolo le Telecom, non hanno ritenuto di poterci affiancare in azioni che si concretizzassero in un warning. Se riusciamo a far capire a coloro che commettono reato… che non saranno impuniti ma perseguiti, permetterebbe di abbassare dell’ 80 per cento il fenomeno della pirateria.”
e, infine, le novità tecnologiche …
“Questi signori che si divertono a giocare stanno intasando le linee fino al 70 per cento, creando difficoltà all’online, allo sfruttamento della banda larga, alla fibra di vetro.”
Umiliati la Gialappa e Trapattoni.
Ladytron live a Bologna
domenica 26 ottobre 2008 Pubblicato in Concerti, Electropop, Elettronica, Musica | Nessun commento »Bologna, 25 ottobre 2008, Estragon
Arrivano da oltremanica i Ladytron, gruppo electro-pop (musica elettronica di semplice ascolto), reso originale dalla presenza di una componente nata in Bulgaria, Mira Aroyo. Per me è stato un dettaglio non irrilevante. Sono arrivato a conoscere il gruppo grazie ad una recensione su Rumore e, ascoltandone i brani dell’ultimo album, Velocifero, sono rimasto colpito in particolare dalla tenerissima Kletva, colpito dal ritmo e dal suono di una lingua che in passato ho conosciuto solo grazie a Elio e Le Storie Tese (ah! il Pippero col suo coro delle voci Bulgare).
Berlusondaggio
sabato 25 ottobre 2008 Pubblicato in appunti | Nessun commento »Leggo e condivido la brevissima riflessione di Francesco.
E aggiungo: aveva firmato un “contratto” promettendo che si sarebbe fatto da parte. Aveva detto che avrebbe mandato la Polizia contro gli occupanti. Aveva …
… sarebbe divertente metterle in fila, con tanto di filmato da youtube, giusto per verificare se:
1) è stato frainteso da tutti i media (tv e giornali, compreso Libero) manipolati da una sinistra scorretta e faziosa, come afferma sempre.
2) è affetto da demenza senile
3) è convinto che il tubo catodico si sia sostituito al nostro cervello.
Temo, purtroppo, che la risposta giusta sia la (3), e che abbia ragione.
Confessione tardiva, ma non troppo
giovedì 23 ottobre 2008 Pubblicato in appunti | 1 Commento »Quel che il nostro ex Presidente della Repubblica, quello della “K”, quello dei sassolini, dice di aver fatto mentre era ministro dell’interno non è sufficiente per un’incriminazione? Magari torchiato per bene ci svelerà anche chi ha infarcito di orrore e terrore la mia infanzia con bombe in piazze, treni e stazioni.
Cars
mercoledì 22 ottobre 2008 Pubblicato in appunti | Nessun commento »alla punto blu che scrive su personalità confusa
sshhhh… parla piano. Come ti sono vicina. Io sono tua coetanea, ma vivo a Bologna e sono di origine tedesca. Polo blu immatricolata 1997. Stesso destino. Quest’anno per puro caso mi hanno pagato il bollo in tempo. Ho piu’ graffi e ammaccature che parti sane. Sul sedile posteriore ci sono due seggiolini che spesso ospitano due umani di bassa statura che mi riempiono di briciole e cartacce. Vedo acqua solo se piove, per il resto resina e ricci di ippocastano. Quando gli umani di cui sopra erano ancora più bassi venivo condotta per migliaia di Km con un enorme bidone in testa pieno di lettini, roba da mare, passeggini. Ora mi caricano biciclette (ORRORE!!!) sul portapacchi. Ecco, vengo revisionata ogni estate, ma è l’unico momento in cui mi dedicano attenzione.
Ogni tanto mi vendico della loro indifferenza bloccando il vetro del finestrino. E’ molto divertente farlo al casello dell’autostrada quando devono pagare il pedaggio.
Garage?? Sono sempre sola abbandonata per strada. Mi usano, se va bene, una o due volte alla settimana e da tempo non mi portano neanche più con loro d’estate.
Ma io, a parte lo scherzo del finestrino, resto fedele. Almeno per ora.
Waste Allocation Load Lifter Earth-Class
lunedì 20 ottobre 2008 Pubblicato in Cinema, animazione, fantascienza | Nessun commento »La lunga attesa è terminata. Domenica col cucciolo grande siamo andati finalmente a vedere Wall-e: nessuna aspettativa tradita. Questo film è straordinario. Rendere espressivo un cubo di ferro con i cingoli sormontato da un cannocchiale, praticamente privo di parola, sembrerebbe un compito impossibile: i geni della Pixar si sono superati ancora una volta. Se andate a vederlo (i-m-p-e-r-d-i-b-i-l-e) non scappate via durante i titoli di coda e godetevi lo splendido inedito di Peter Gabriel (down to Earth). Ma perché tutti hanno sempre una fretta maledetta alla fine di uno spettacolo? Non è fantastico star lì a vedere scorrere i titoli di coda e ripensare subito ai momenti più belli?
Ne avevo parlato anche qualche mese fa a proposito della non sempre educata platea del Comunale di Bologna (non tutta, ma una buona parte) che tanto spesso volta le spalle agli attori mentre sono ancora sul palco a raccogliere il meritato applauso. La nuova stagione è alle porte, vedremo come andrà.
I personaggi della foto sono miei coinquilini (hanno una vaga somiglianza con i protagonisti del film).
Una nuova, vecchia scuola
giovedì 9 ottobre 2008 Pubblicato in appunti | 5 Commenti »Stasera ho partecipato, nella sede del quartiere ad un’interessante riunione organizzata per illustrare gli effetti della “Riforma Gelmini” sulla scuola primaria e ragionare insieme su possibili iniziative mirate a sollecitare le coscienze dei nostri rappresentanti in Parlamento. Sono tornato a casa piuttosto sconsolato con la convinzione che all’opinione pubblica importa poco degli effetti di questa riforma. I pochi che ne hanno sentito parlare si sono fermati sugli aspetti di pura forma (il voto, il grembiule), pochissimi hanno ragionato sulle conseguenze della reintroduzione del maestro unico e sulla sostenibilità del tempo pieno (torneremo al doposcuola?), trascurando la sostanza di un decreto legge che ha come scopo reale il taglio della spesa. Ragiono per assurdo e mi metto dalla parte dei “cattivi”. Va bene, non ci sono più soldi, tocca tirare la cinghia. ma allora perché, per prima cosa non azzeriamo i finanziamenti alla scuola privata e non tagliamo l’insegnamento della religione?
Durante l’assemblea pensavo a internet, alla blogsfera e fiducioso speravo di trovarla infiammata sull’argomento. Illuso: un solo post, quello di Albamarina. Lo so, in tanti ne hanno sicuramente parlato, ma non gli abitanti del mio blogroll (toccherà sfrattare qualcun altro).
Finirà per essere approvato con voto di fiducia anche al Senato e il sistema di istruzione pubblico subirà l’ennesimo taglio di risorse.
Durante l’assemblea un’insegnante ci ha letto uno stralcio di un profetico discorso di Piero Calamandrei pronunciato (scritto? non saprei dire) nel 1950 che andrebbe letto e diffuso.
“Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell’articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo.La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre:
- che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre.
- che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di serietà di organizzazione.
Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].
Piero Calamandrei, 1950
(testo trascritto da rifondazionebuccinasco
Cross-site XMLHttpRequest
martedì 7 ottobre 2008 Pubblicato in Tecnologia, sicurezza, standard, web | Nessun commento »Il W3C ha pubblicato il working draft della versione 2.0 di XMLHttpRequest (la libreria che permette ad Ajax di esistere). Tra le novità di rilievo della nuova versione, la possibilità di eseguire cross-site request, aprendo la possibilità di utilizzare web service e syndication da siti terzi:
11. The previous level of this specification raised a
SECURITY_ERRat this place in case of a non same origin stored url. This specification supports non same origin requests and therefore this exception is no longer raised here.
[XMLHttpRequest Level 2 -W3C Working Draft 30 September 2008]
Oggi questa possibilità è negata per motivi di sicurezza. Per visualizzare, per esempio, un feed rss di un sito “terzo” devo effettuare la syndication del contenuto sul server. Devo predisporre uno script server side che processi il feed e generi il codice HTML che il server principale può quindi trasmettere al client.. Il browser dell’utente non mi autorizza a compiere questa operazione direttamente sulla pagina via javascript. XMLHttpRequest, ad oggi, non può comunicare con server diversi da quello che ha trasmesso il documento che desidera effettuare la richiesta. La libreria è nata così e il W3C ne ha acquisito le specifiche nel proprio standard.
La motivazione della sicurezza potrebbe essere accettabile se non fosse permessa la più “audace” esecuzione di generico codice javascript trasmesso da un sito terzo. Da sempre posso, cioè, caricare sulla pagina script provenienti da server terzi, con conseguenti rischi sulla sicurezza (cross site scripting vulnerabilities) e la privacy. Oggi non possiamo scaricare dati da server terzi all’interno della libreria XMLHttpRequest, ma possiamo eseguire codice javascript arbitrario. Una limitazione decisamente poco sensata.
Ed è decisamente tardi per tornare indietro e limitare l’esecuzione di scripting da siti terzi. E’ grazie ad esso che possiamo inserire con estrema semplicità la pubblicità sulle nostre pagine e possiamo, per esempio, monitorare il clickstream sul nostro sito tramite servizi come google analytics o crazyegg. Insomma, non siamo più disposti a rinunciare allo scripting remoto e quindi la direzione evolutiva è scontata: ben venga, al più presto un consolidamento dello standard W3C (oggi è ancora nello stato di working draft, una bozza) e, soprattutto, la sua implementazione nei browser.
Per inciso, firefox 3, durante la fase finale del processo di beta-testing, aveva rilasciato una versione con cross-site XMLHttpRequest, subito ritirata. Peccato. Forse la sua diffusione ne avrebbe tratto vantaggi.