Nuovi modelli di business? Iniziamo con l’italiano…
lunedì 27 ottobre 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, senza parole, web | Nessun commento »Il Corriere pubblica, manteblog cita, noi leggiamo: un tema moderno, delicato, che merita attenzione.
L’articolo non dice nulla di nuovo presentando, come sempre la posizione unica di chi difende lo status quo. Tuttavia la tortura cui è sottoposta la nostra lingua nei due paragrafi conclusivi supera i limiti del ridicolo e merita lettura e citazione.
C’è chi dice che il mondo è cambiato e occorre studiare come sfruttare un fenomeno incontrastabile come la condivisione di contenuti in rete. Individuare “nuovi modelli di business”. Sì, magari domani.
Oggi recuperiamo il sussidiario e rispolveriamo un po’ l’italiano.
“… è impraticabile la possibilità di rintracciare chi sta facendo lo streaming e cioè chi vede illegalmente film sul computer … una posizione troppo severa dell’Autorità per privacy che non consente l’individuazione dei ladri sul web … un caso specifico in cui le industrie col software Alpha Bat sono riuscite a individuare mille persone, con tanto di nome e cognome, ma il giudice disse che gli autori della ricerca potevano essere perseguibili come contravventori della privacy … La normativa italiana, molto è considerata tra le migliori, ma risulta inefficace … E invece si commette un furto: delle idee e del pensiero. L’anomalia italiana è che, rispetto a Francia e Inghilterra, finora non siamo riusciti a invitare al tavolo le Telecom, non hanno ritenuto di poterci affiancare in azioni che si concretizzassero in un warning. Se riusciamo a far capire a coloro che commettono reato… che non saranno impuniti ma perseguiti, permetterebbe di abbassare dell’ 80 per cento il fenomeno della pirateria.”
e, infine, le novità tecnologiche …
“Questi signori che si divertono a giocare stanno intasando le linee fino al 70 per cento, creando difficoltà all’online, allo sfruttamento della banda larga, alla fibra di vetro.”
Umiliati la Gialappa e Trapattoni.