I Puritani

gennaio 10th, 2009 Posted in Concerti, Musica

Ritratto di Oliver Cromwell

Ritratto di Oliver Cromwell

Diciamoci la verità: un appassionato di musica gotica potrebbe trovare poco stimolante la musica lirica. Ma, da musicofilo onnivoro quale sono, continuo a trovare l’Opera una forma di spettacolo unica e grandiosa.
Stasera mi sono goduto un’Opera di Bellini, “I Puritani“, al Teatro Comunale di Bologna.
Raccattando frasi e commenti dei miei simpatici compagni di palco posso dire che si tratta senz’altro un’opera romantica, romanticissima. Amore ed eroismo assoluti.
Durante la guerra civile inglese che oppone il Parlamento, guidato da Oliver Cromwell e il Re, due innamorati si accingono a coronare il loro sogno con la benedizione del ricco e potente padre della sposa (situazione che di per sè rappresenta un’eccezione). Ma, il nostro eroe (Arturo, interpretato dal tenore Celso Abelo) incappa in una prigioniera, una sospetta spia, che si rivela essere la sovrana, Enrichetta, moglie del decapitato re Carlo I, destinata a subire analoga sorte.
Così Arturo getta alle ortiche la propria vita per salvare la vita alla sovrana. Vestendola (dettaglio crudele e beffardo) con il velo della propria promessa sposa, egli riesce a condurla in salvo con la complicità di Riccardo (interpretato da Simone del Salvio), amante non corrisposto di Elvira, che intravede nel folle gesto di Arturo una speranza di liberarsi del rivale d’amore.
Arturo scompare. Elvira non la prende benissimo e impazzisce.
Sfoghi e deliri di amanti traditi e non corrisposti e poi l’epilogo con altalenanti colpi di scena: Arturo torna da Elvira cui basta la sola vista dell’amato per rinsavire. Arturo le spiega le motivazioni del suo gesto, dettato dall’eroismo (egli era in realtà un partigiano fedele alla corona) e non dall’amore verso l’altra donna. Elvira si accontenta, ma non ne gode. Nel boschetto teatro del loro incontro, che sembrava deserto, si annidava una ressa di soldati guidati dallo speranzoso Riccardo. La situazione precipita: Arturo è ora destinato al patibolo per tradimento.
Ancora una volta un po’ di “melina” aiuta. Arturo riesce con qualche scusa a guadagnare quei pochi minuti sufficienti per l’arrivo dell’amnistia: la Corona è sconfitta, Cromwell, vincitore, perdona i suoi avversari. Arturo è salvo e tutti (probabilmente) vissero felici e contenti.

I cantanti sono stati strepitosi e su tutti l’interprete di Elvira, la soprano Yolanda Auyanet, potente e grandiosa per tutte e tre le ore della rappresentazione. Nella scena culmine della follia di Elvira canta distesa e comunque la voce riempie potente l’intero teatro.
Più volte durante gli applausi si sono levate grida di forte approvazione verso gli interpreti dei due protagonisti. Nella mia sia pur breve frequentazione del teatro d’opera è la prima volta che capita.
Significativo il gesto del tenore, cui cadono le braccia, quando alla fine dell’appassionato duetto nell’atto finale dalla platea sente addirittura invocare il bis.
Sarebbe stato davvero troppo, in uno spettacolo fin troppo impegnativo per gli interpreti (3 ore!!).

Come sempre, durante l’applauso finale, diversi spettatori della platea (per fortuna meno del solito,e, per onor di cronaca, tutti non più giovanissimi) hanno abbandonato la sala voltando le spalle agli artisti inchinati sul palcoscenico. Tre ore e mezza (con l’intervallo) non sono evidentemente sufficienti per meritare 5 minuti di applausi.
Alla mezzanotte l’auto si trasforma in zucca? Anticipate gli altri alla fila al guardaroba? Un atteggiamento che non riesco a giustificare.

  1. Un commento to “I Puritani”

  2. By Ale on gen 11, 2009

    “Diciamoci la verità: un appassionato di musica gotica potrebbe trovare poco stimolante la musica lirica. Ma, da musicofilo onnivoro quale sono, continuo a trovare l’Opera una forma di spettacolo unica e grandiosa.”
    concordo:);)

I commenti non sono abilitati in questa pagina.