Buffoni di corte
mercoledì 22 aprile 2009 Pubblicato in appunti | Nessun commento »Da sempre solo ai buffoni di corte è consentito farsi burla del Re. Gli altri, se ci provano, rischiano la testa.
Perché in Mediaset qualcuno ancora osa far battute sul Re e in RAI tre parole di Silvan seminano il panico?
Perché prima di far licenziare qualcuno in Mediaset si tiene almeno conto di quanto costerebbe per l’Audience e la pubblicità.
In RAI questa leva non c’è: cacciare qualcuno fa bene alla concorrenza, punisce chi osa e, soprattutto, semina terrore e panico tra gli altri.
Italians
domenica 12 aprile 2009 Pubblicato in appunti | 5 Commenti »Parigi. Uscita del metro. Dialogo tra un giovane francese (parigino?) e noi.
Are you Italian?
Yes.
I don’t like Italians.
Beh, sono cazzi tuoi (non mi è venuta al volo la traduzione).
Strano dialogo. Di solito alla prima domanda seguono complimenti e ricordi di bei viaggi. Al più una battuta sulla mafia o, negli ultimi anni sul nostro chiassoso premier. Ma sempre con un tono bonario, al limite con malcelata superiorità. Mai con odio. Resta il dubbio del perché un parigino si debba prendere la briga di informarmi dei suoi pregiudizi verso me e i miei connazionali.
Forse non ha ancora digerito il mondiale perso nel 2006. Oppure ci ritiene una nazione di pagliacci fancazzisti.
Oppure il suo papà aveva risparmi investiti in titoli Parmalat. O forse era solo un cretino. Oppure tutti questi motivi messi insieme.
Comunque la cosa non mi ha fatto piacere.
Fever Ray
domenica 5 aprile 2009 Pubblicato in Musica | 1 Commento »Fever Ray
Rabid/V2, 2009
Certi incontri si fanno davvero per caso. A letto qualche minuto più tardi del solito attardandosi avanti al PC dimenandosi tra feed, facce e ebay (davo un’occhiata per un flash dedicato alla mia Canon 450D).
La TV di sottofondo, su quel che resta di MTV. Scampoli di brand:new. Tra musica nota e meno nota resto improvvisamente colpito da una voce femminile sottile, quasi una nenia, su un ritmo lento, quasi ossessivo. Una voce che ricorda Bjork su ritmi tipo Massive Attack. Bellissimo. Non fate quella faccia, ognuno ha i suoi gusti e soprattutto non badate troppo alla descrizione. Descrivere la musica con parole è esercizio ambizioso e impossibile.
La musica va semplicemente ascoltata.
Torniamo all’incontro con Fever Ray. Scopriro’ poi che si tratta della svedese Karin Dreijer Andersson, alla prima esperienza solistica dopo aver suonato per anni nei Knife con il fratello Olof.
Mi ha colpito tantissimo anche il video di When I grow up, una ragazza a metà tra mummia, folletto e fata sul trampolino di una piscina al crepuscolo in un’atmosfera autunnale. Ricordate quel film con Burt Lancaster che si tuffava da una piscina all’altra? The Swimmer (1968). Non c’entra molto, a parte l’atmosfera finale del film e il protagonismo della piscina. Quante divagazioni. Torno al video: una goccia e la piscina prende vita e danza con lei. Affascinante e spettrale.
Tutti i brani dell’album si possono ascoltare completi in streaming dal sito di Fever Ray. La mia copia del CD sta arrivando da amazon.co.uk.
Questa è la track list con i link ai video su youtube.
1. If I Had A Heart
2. When I Grow Up
3. Dry And Dusty
4. Seven
5. Triangle Walks
6. Concrete Walls
7. Nows The Only Time I Know
8. I’m Not Done
9. Keep The Streets Empty For Me
10. Coconut
Recensioni:
Ondarock.it (7.5/10),
indie-rock.it (8/10),
delRock.it (3/5)
Lezioni di stile
sabato 4 aprile 2009 Pubblicato in appunti | 2 Commenti »Il presidente del consiglio di uno dei paesi Nato del G20 si attarda al telefono lasciandone un altro in attesa fino a fargli (farle) perdere la pazienza. Chi erano?
- Obama al telefono. Sarkozy in attesa.
- Sarkozy al telefono. Berlusconi in attesa.
- Berlusconi al telefono. Merkel in attesa.
Bene, se hai risposto alla prima domanda cerchiamo di approfondire il giallo.
Con chi era al telefono?
(continua…)

