Musica

Fever Ray

domenica 5 aprile 2009 Pubblicato in Musica | 1 Commento »

Fever Ray (2009)

Fever Ray (2009)


Fever Ray
Rabid/V2, 2009

Certi incontri si fanno davvero per caso. A letto qualche minuto più tardi del solito attardandosi avanti al PC dimenandosi tra feed, facce e ebay (davo un’occhiata per un flash dedicato alla mia Canon 450D).
La TV di sottofondo, su quel che resta di MTV. Scampoli di brand:new. Tra musica nota e meno nota resto improvvisamente colpito da una voce femminile sottile, quasi una nenia, su un ritmo lento, quasi ossessivo. Una voce che ricorda Bjork su ritmi tipo Massive Attack. Bellissimo. Non fate quella faccia, ognuno ha i suoi gusti e soprattutto non badate troppo alla descrizione. Descrivere la musica con parole è esercizio ambizioso e impossibile.
La musica va semplicemente ascoltata.

Torniamo all’incontro con Fever Ray. Scopriro’ poi che si tratta della svedese Karin Dreijer Andersson, alla prima esperienza solistica dopo aver suonato per anni nei Knife con il fratello Olof.
Mi ha colpito tantissimo anche il video di When I grow up, una ragazza a metà tra mummia, folletto e fata sul trampolino di una piscina al crepuscolo in un’atmosfera autunnale. Ricordate quel film con Burt Lancaster che si tuffava da una piscina all’altra? The Swimmer (1968). Non c’entra molto, a parte l’atmosfera finale del film e il protagonismo della piscina. Quante divagazioni. Torno al video: una goccia e la piscina prende vita e danza con lei. Affascinante e spettrale.

Tutti i brani dell’album si possono ascoltare completi in streaming dal sito di Fever Ray. La mia copia del CD sta arrivando da amazon.co.uk.
Questa è la track list con i link ai video su youtube.

1. If I Had A Heart
2. When I Grow Up
3. Dry And Dusty
4. Seven
5. Triangle Walks
6. Concrete Walls
7. Nows The Only Time I Know
8. I’m Not Done
9. Keep The Streets Empty For Me
10. Coconut

Sito di Fever Ray

Recensioni:
Ondarock.it (7.5/10),
indie-rock.it (8/10),
delRock.it (3/5)

Franz Ferdinand live @Bologna

lunedì 30 marzo 2009 Pubblicato in Cinema, Concerti, Musica, Rock, standard, web | Nessun commento »

Franz Ferdinand in concerto a Bologna (marzo 2009)

Bologna, 29 marzo 2009. Estragon.
Arrivano da Glascow i Franz Ferdinand per un prevedibile tutto esaurito all’Estragon di Bologna. Già da più di un mese i biglietti per questo concerto erano introvabili confermandomi l’idea che forse per un gruppo così noto l’Estragon risultasse troppo piccolo.

I Franz Ferdinand esordiscono in modo travolgente con il primo album del 2004 (l’omonimo Franz Ferdinand, 2004, domino records), premiatissimo dalla critica e dal pubblico. Segue nel 2005 il meno convincente You Could Have It So Much Better e dopo lunga attesa un grandissimo ritorno con il terzo album Tonight: Franz Ferdinand, ancor più bello e interessante dell’album di esordio.

Spettacolo straordinario con larghissimo spazio ai brani più “punk” e ritmati. I ragazzi ce l’hanno messa tutta e sono arrivati stremati alla fine dei 70 minuti scarsi di concerto. Acustica ottima. Ogni strumento aveva il suo spazio compresa la voce di Alex Kapranos (voce e chitarra), sfrenatissimo. Più pacato il secondo chitarrista, Nick McCarthy (chitarra e tastiere). Una sfinge come qualsiasi bassista che si rispetti, Bob Hardy (basso). Una furia scatenata (ha suonato a torso nudo) il batterista Paul Thomson.

Insomma un concerto indimenticabile.

Meriterebbe invece un rapido oblio l’organizzazione.
(continua…)

Keep out - See it through

domenica 15 marzo 2009 Pubblicato in Metal, Musica, Novità musicali, Progressive Metal | 1 Commento »

Keep out: see it through (2009)

Keep out: see it through (2009)

See it through
Keep out
(black nutria, 2009)

Un album da me molto atteso. Avevo ascoltato qualche brano dal loro myspace e mi avevano impressionato molto positivamente.
Poi finalmente arriva addirittura un CD intero: see it through (2009, black nutria)
Atmosfere dark e metal che richiamano, a partire dalla grafica del CD, nientemeno che i Tool. E non potrei fare complimento migliore visto che la band californiana è senza dubbio tra le mie preferite. Non mancano echi dei Nirvana.
Il bello è che il trio che compone i keep out non arriva dalle sponde del Pacifico, ma da quelle dell’Adriatico. I tre ragazzi, Alessandro di Fabrizio (voci e chitarra), Fabio Falasca (basso), Carlo Neri (batteria) sono di … Pescara. Un motivo in più per ascoltarli e ricordarsi che, per fortuna, la musica italiana non si limita alla paccottiglia da turisti che ci viene propinata di solito.

Ma torniamo all’album. 9 tracce di musica in un altalenarsi di melodia, ritmo, passione.
Due tracce mi hanno colpito in maniera particolare: la seconda,The 1000 ser, una delle più appassionate e intense dell’intero album e l’ottava, Phobia. Cito anche la terza, Raat face, che sembra quasi un duetto musicale tra Tool e Nirvana… commovente.

Mi auguro di poterli vedere al più presto dal vivo.

myspace: www.myspace.com/keepoutpsychorock

Animal Collective - Merriweather post pavilion

domenica 22 febbraio 2009 Pubblicato in Musica, Novità musicali, Psychedelic pop | Nessun commento »

Animal Collective - Merriweather post pavilion

Cover del CD degli Animal Collective - Merriweather post pavilion (da una composizione di Akiyoshi Kitaoka)

Innovativi, divertenti e generosi. Con Merriweather post pavilion, uscito nei primissimi giorni del 2009, gli Animal Collective arrivano così al nono album. Le opinioni sugli Animal Collective sono molto contrastanti. Già tempo fa, in occasione dell’uscita del precedente Strawberry Jam, osannato dalle riviste specializzate come Rumore e Rockerilla era stato stroncato senza riserve da critici altrettanto autorevoli su settimanali più generalistici.
Adesso si ripropone una situazione simile. Gli Animal Collective vengono nuovamente presentati come un evento sia da Rumore che da Blow Up con giudizi e voti oltre le medie abituali.
E mi trovo ancora una volta pienamente d’accordo. L’album è grandioso, di più facile ascolto rispetto al precedente e ancora una volta sorprendetemente nuovo, anche se a tratti mi sembra far riecheggiare suoni, psidechelie ed emozioni simili al Magical Mistery Tour dei Beatles. Ma questo potrebbe solo essere un merito.
Ho letto spesso di riferimenti ai Beach Boys, con cui, in realtà, colgo solo una certa somiglianza nel proporre cori e giochi di voci, ma assolutamente nulla di più.

Se hai qualche minuto da dedicare alle novità prova a vedere il video di My Girl, pubblicato dalla stessa casa discografica, la Domino.

Animal Collective - Merriweather post pavilion (copertina interna)

Animal Collective - Merriweather post pavilion (copertina interna, da una foto di David Doubilet)

La copertina esterna riproduce una composizione di Akiyoshi Kitaoka: un ipnotico effetto ottico (qui ne potete trovare un vasto assortimento). Quella interna riproduce una foto subacquea di David Doubilet e coglie perfettamente l’atmosfera psichedelica e onirica di molti brani dell’album (anche in questo caso un’occhiata alle altre foto di Doubilet può dare soddisfazione).

In tournèe in Italia a metà marzo (ahime non potrò andare a vederli).

Emiliana Torrini live a Scandiano (RE)

domenica 15 febbraio 2009 Pubblicato in Concerti, Musica | 1 Commento »

Emiliana Torrini

Emiliana Torrini



Scandiano (RE), Corallo Rock Club

Torno ancora una volta a parlare di questa straordinaria artista … islandese. Sì, a dispetto del nome, Emiliana Torrini, sia pur di origine italiana, arriva dall’isola dei ghiacci.
Melodica, allegra e sofisticata. Una voce bellissima. Dichiara da subito di non sapere una sola parola di italiano, ma che la tournèe italiana le sta creando seri problemi di linea.
Oltre 90 minuti di musica proponendo gran parte dell’ultimo album, Me and Armini, ma attingendo ai due precedenti, soprattutto Fisherman’s Woman.

Di seguito qualche foto e un paio di video

(continua…)

Mogwai live a Bologna

mercoledì 11 febbraio 2009 Pubblicato in Concerti, Musica | Nessun commento »


Bologna 9 febbario 2009, Estragon (Bologna).
Da Glascow, come il colore e gli addobbi della batteria ci hanno ricordato, a Bologna i Mogwai, per una serata indimenticabile in un Estragon stracolmo.
Oltre cento minuti di musica, dolce e incandescente nello stesso tempo. Ancora una volta mi tocca confessare una astronomica lacuna: non li conoscevo e solo in occasione dell’ultimo album, The Hawk Is Howling (settembre 2008) e dell’intervista pubblicata su Rumore mi sono avvicinato alle straordinarie armonie di questo gruppo. Pura musica strumentale. Non c’è spazio per la voce.
Non aggiungo altro.
La mia scarsa statura e l’eccezionale affollamento del locale mi hanno costretto a fare giochi di prestigio per riuscire a fare qualche foto decente (in appendice al post il salvabile).

Riporto il commento di una fan storica del gruppo, più brava di me a trasferire nelle parole le emozioni:

Mi chiedo se hai esaltato le bellezze delle SCHITARRATE che si insinuavano nelle sonorità avvolgenti e fluide, come i colori delle luci del palco, che non coloravano solo le tue foto ma anche una certa percezione del suono.
Se hai soprattutto detto quanto romantici sono stati, nelle atmosfere rarefatte e cupe ma aperte alla progressione galoppante del suono.
Non sembrava rincorrerci?

No, non le ho esaltate, ma ci hai pensato tu.

I Mogwai sono
Stuart Braithwaite (chitarra),
Dominic Aitchison (basso),
Martin Bulloch (batteria),
John Cummings (chitarra),
Barry Burns (tastiere, chitarra).

Il nome, che a qualcuno ricorda un personaggio del Libro della Giungla, in realtà si riferisce al protagonista di Gremlins, il dolce animaletto che non va bagnato e, soprattutto, non deve mangiare dopo la mezzanotte.

sito ufficiale: http://www.mogwai.co.uk
myspace: http://www.myspace.com/mogwai

(continua…)

I Puritani

sabato 10 gennaio 2009 Pubblicato in Concerti, Musica | 1 Commento »

Ritratto di Oliver Cromwell

Ritratto di Oliver Cromwell

Diciamoci la verità: un appassionato di musica gotica potrebbe trovare poco stimolante la musica lirica. Ma, da musicofilo onnivoro quale sono, continuo a trovare l’Opera una forma di spettacolo unica e grandiosa.
Stasera mi sono goduto un’Opera di Bellini, “I Puritani“, al Teatro Comunale di Bologna.
Raccattando frasi e commenti dei miei simpatici compagni di palco posso dire che si tratta senz’altro un’opera romantica, romanticissima. Amore ed eroismo assoluti.
Durante la guerra civile inglese che oppone il Parlamento, guidato da Oliver Cromwell e il Re, due innamorati si accingono a coronare il loro sogno con la benedizione del ricco e potente padre della sposa (situazione che di per sè rappresenta un’eccezione). Ma, il nostro eroe (Arturo, interpretato dal tenore Celso Abelo) incappa in una prigioniera, una sospetta spia, che si rivela essere la sovrana, Enrichetta, moglie del decapitato re Carlo I, destinata a subire analoga sorte.
Così Arturo getta alle ortiche la propria vita per salvare la vita alla sovrana. Vestendola (dettaglio crudele e beffardo) con il velo della propria promessa sposa, egli riesce a condurla in salvo con la complicità di Riccardo (interpretato da Simone del Salvio), amante non corrisposto di Elvira, che intravede nel folle gesto di Arturo una speranza di liberarsi del rivale d’amore.
Arturo scompare. Elvira non la prende benissimo e impazzisce.
Sfoghi e deliri di amanti traditi e non corrisposti e poi l’epilogo con altalenanti colpi di scena: Arturo torna da Elvira cui basta la sola vista dell’amato per rinsavire. Arturo le spiega le motivazioni del suo gesto, dettato dall’eroismo (egli era in realtà un partigiano fedele alla corona) e non dall’amore verso l’altra donna. Elvira si accontenta, ma non ne gode. Nel boschetto teatro del loro incontro, che sembrava deserto, si annidava una ressa di soldati guidati dallo speranzoso Riccardo. La situazione precipita: Arturo è ora destinato al patibolo per tradimento.
Ancora una volta un po’ di “melina” aiuta. Arturo riesce con qualche scusa a guadagnare quei pochi minuti sufficienti per l’arrivo dell’amnistia: la Corona è sconfitta, Cromwell, vincitore, perdona i suoi avversari. Arturo è salvo e tutti (probabilmente) vissero felici e contenti.

I cantanti sono stati strepitosi e su tutti l’interprete di Elvira, la soprano Yolanda Auyanet, potente e grandiosa per tutte e tre le ore della rappresentazione. Nella scena culmine della follia di Elvira canta distesa e comunque la voce riempie potente l’intero teatro.
Più volte durante gli applausi si sono levate grida di forte approvazione verso gli interpreti dei due protagonisti. Nella mia sia pur breve frequentazione del teatro d’opera è la prima volta che capita.
Significativo il gesto del tenore, cui cadono le braccia, quando alla fine dell’appassionato duetto nell’atto finale dalla platea sente addirittura invocare il bis.
Sarebbe stato davvero troppo, in uno spettacolo fin troppo impegnativo per gli interpreti (3 ore!!).

Come sempre, durante l’applauso finale, diversi spettatori della platea (per fortuna meno del solito,e, per onor di cronaca, tutti non più giovanissimi) hanno abbandonato la sala voltando le spalle agli artisti inchinati sul palcoscenico. Tre ore e mezza (con l’intervallo) non sono evidentemente sufficienti per meritare 5 minuti di applausi.
Alla mezzanotte l’auto si trasforma in zucca? Anticipate gli altri alla fila al guardaroba? Un atteggiamento che non riesco a giustificare.

Carmen Consoli live a Bologna

lunedì 1 dicembre 2008 Pubblicato in Concerti, Musica, Rock | Nessun commento »

Carmen Consoli live a BolognaBologna, Estragon, 28 dicembre 2008.

Avevo assistito qualche anno fa ad un suo spettacolo in teatro, in una versione acustica. Sono tornato volentieri a rivederla e risentirla in una veste più rock all’Estragon venerdì sera. Carmen Consoli è davvero molto brava, come autrice e come musicista. Come peraltro sono bravissimi i musicisti che l’accompagnano in questa tournee. Brava e generosa. Non si è risparmiata concedendo, oltre al bis di rito, un altro paio di brani.

Di seguito qualche foto.

(continua…)

Der Vampyr

giovedì 20 novembre 2008 Pubblicato in Concerti, Lirica, Musica | Nessun commento »

Luna piena19 novembre 2008, Der Vampyr, Teatro Comunale di Bologna

Musica di Heinrich August Marschner
direttore Roberto Abbado
regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
maestro del coro Paolo Vero

Il protagonista della storia è, appunto, un vampiro, Lord Ruthven (interpretato da Rodion Pogossov). Per un appassionato del genere horror che di storie di vampiri ne ha viste tante, il protagonista di quest’opera non andrebbe annoverato tra i vampiri più fortunati.

Prima di tutto non è immortale. Anzi, la storia inizia proprio con una sua supplica al signore delle tenebre: vorrebbe rimanere ancora un po’ a divertirsi fra gli uomini, ma il suo tempo sembrerebbe finito. Ma il signore delle tenebre si sente generoso e gli propone una missione impossibile in cambio di un altro anno (365 giorni, altro che eternità) di vita.

La missione consisterebbe nel sedurre e dissanguare tre donne vergini in sole 24 ore. Il nostro eroe, per sua fortuna, non è un plebeo, ma un conte (ma guarda un po’) e gode di una posizione privilegiata nella società (lo invitano a tutti i matrimoni, quindi, almeno teoricamente, saprebbe dove andare a parare). Così il nostro incassa la prima vittima poche ore dopo l’inizio della sfida, approfittando di una sposa fuggita nel bosco per una lite col padre. Ma il nostro non ha i superpoteri normalmente in dotazione ai signori della notte. Primo fra tutti, non può trasformarsi in nulla, men che meno in un pipistrello e volare via. Così, dopo il brillante inizio, incappa nel primo problema: una vasta battuta nel bosco alla ricerca della sventurata, che viene trovata morta. Ma sul posto scovano anche lui e il padre della sposa lo accoltella.

Il vampiro non muore, ma resta piuttosto malconcio. Avrebbe bisogno di rigenerarsi ai raggi della luna, ma non può farcela. Casualmente nel bosco passa un suo vecchio amico, Edgar Aubry (interpretato da Christian Baumgaertel), cui in passato aveva addirittura salvato la vita. Beh, le cose sembrano aggiustarsi: l’amico lo porta alla luce della luna e lui si rigenera. L’amico intuisce che lui non è una persona normale, ma il Nostro, in nome del vecchio debito, gli estorce la promessa di non rivelare a nessuno il suo segreto. Questi accetta pensando “va bbeh, è un vampiro, ma vuoi che venga a mordere proprio una mia amica??”. Mal gliene colse.

La sorte maligna vuole che la sua amata, Malwina (interpretata da Myrtò Papatanasiu), sia stata promessa in sposa ad un nobile della zona: il nostro amico vampiro nella veste del conte.

(continua…)

AKPHAEZYA - Anthology II

lunedì 17 novembre 2008 Pubblicato in Musica, Novità musicali, Progressive Metal | Nessun commento »

AKPHAEZYA - Anthology II (2008)Metal molto particolare, quello dei francesi Akphaezya. Andiamo oltre la contaminazione di generi. Ci si esibisce in cantate e ritmi  che muovono fino al jazz, al cabaret. Tutto su musica che resta fondamentalmente Metal, completo di growl. Su last.fm li troviamo “taggati” come “avant-garde”. Loro stessi si definiscono “Eklektyc Metal Band”.

Questa volta la mia fonte di ispirazione non sono stati Rumore o Blowup, ma un magazine online, Darkroom Magazine, specializzato su musica dark, senz’altro consigliato agli appassionati. La rivista recensiva a metà settembre questo album definendo appunto “cabarettista del Metal” la pianista cantante del gruppo, Nehl Aëlin. In effetti la cantante arriva nel gruppo con una solida esperienza solistica come cantante jazz (http://www.nehlaelin.com/) e non ci troveremo di fronte a prove di canto rubate alla musica sinfonica, ma ad interessanti e varissimi spunti in tanti generi musicali.

Sono rimasto affascinato dal contrasto di genere e dopo il primo ascolto sono andato a curiosare sul sito scoprendo l’articolato mondo fantastico al cui interno il gruppo intende percorrere un lungo cammino musicale di cui Anthology II (non è una raccolta…) rappresenta solo il primo passo.

Gli Akphaezya nascono da un’idea originale di Stephan H., idea raccolta nel 2002 da Nehl Aëlin, Loic Moussaoui e Stephane Beguier dando vita alla band. Il progetto letterario e musicale del gruppo è delineato sul loro sito. Akphaezya è un mondo fantastico medievale, ove troviamo 14 regni dominati da divinità.

Il progetto musicale del gruppo si ripromette di raccontarci questo mondo in una sequenza non organizzata di 5 antologie, di cui il loro attuale album (Anthology II) rappresenta la prima manifestazione.

Sul sito, cliccando sul personaggio in alto a destra (bello l’effetto fuzzy-crisp prodotto sul mouseover), H. Nafets, si accede ad una serie di tracce complete di questo album e alcuni brani da solista della cantante Nehl Aëlin.

akphaezya (dal sito http://www.akphaezya.com)

myspace

sito ufficiale

casa discografica: ascendancerecords

L’albun è in vendita sul loro sito a 12 euro (spedizione compresa).

I componenti del gruppo, ritratti nella foro a destra, sono (più o meno in ordine, spero di averci preso, ma scommetterei solo su Nehel):
Stéphane Béguier : Basso e voce (accompagnamenti)
Nehl Aëlin : Voce, urla, grunt e piano
Loic Moussaoui : batteria e percussioni
Stephan H. (Zag-Ø)
: chitarre e testi