Messaggio a tutti i visionari in ascolto
venerdì 9 aprile 2010 Pubblicato in Tecnologia, web | Nessun commento »Non parlatemi più di reputazione in rete, soccialnetuork, e altre pippe da consulenti allo sbaraglio.
Mentre la “blogsfera” continua a masturbarsi sulla coda lunga i servizi online continuano a far ridere i polli.
Accedi a siti colorati, pieni di iconcine per la condivisione di tutta l’inutilità pubblicata e poi, appena provi a mettere in moto qualche ingranaggio vero, qualche meccanismo ti accorgi che è tutta un’enorme e inutile facciata.
Sono incazzato nero perché solo oggi ho scoperto che il concerto di Elisa, previsto per domani sera al Futurshow di Casalecchio è, da tempo, stato rimandato al 18 maggio.
Vado sul sito di ticketone e verifico che le date sono effettivamente cambiate. Ma nessun cenno al fatto che ci sia stato un rinvio.
vado sul sito “ufficiale” di Elisa, coloratissimo, inusabile, molto 2.0 e oltre, ma da nessuna parte ho trovato un cenno al rinvio del concerto. Nella lista delle date c’è la nuova, ma nessuna indicazione sulla data del 10 aprile.
Di male in peggio se clicchiamo su “acquista i biglietti”. Qui approdiamo ad una mappa flash dell’Italia con dei bei pallini blu sulle città del tour. E, miracolo, cliccando su Bologna, si legge ancora 10 aprile.
Maledetto flash. Nessuno si è ricordato di aggiornarlo. Ed è così da sempre sul web. Bello, facile da usare, efficace, il flash, ma poi nessuno riesce più ad aggiornare il suo contenuto. E non mi ricordate che puo’ accedere al DB, è programmabile e altre pippette varie. Chi sa usare il flash, solitamente è un grafico, e parla di scripting e DB come io potrei dissertare di glottologia (tirando a caso).
E non illudiamoci. L’esempio citato non è un’eccezione!
Quanti di voi hanno usato form di contatto su siti di amministrazioni pubbliche, aziende, banche, senza ricevere mai indietro neanche una riga di conferma?
A parte delle inutili mail automatiche che ti fanno solo sperare che la tua sequenza di caratteri non sia andata persa su un account inutilizzato. Piu’ o meno una volta su dieci ottengo una risposta vera.
Tempo fa scrissi una mail ad un indirizzo trovato sul sito di un’amministrazione comunale per avere informazioni sull’ICI. Sito premiato in non so quale inutile competizione online come migliore sito bla bla bla.
La mail è stata letta per puro caso da un tecnico che ha riconosciuto nel mittente un suo vecchio compagno di liceo. E solo in virtù di questo legame ho saputo che quell’account era inutilizzato.
Non continuo perché vado in depressione.
Ma lancio un appello a chiunque stia per investire sul web:
prima la semplicità e la funzionalità. Pochi servizi ben studiati. Il sito non sostituisce le persone, non può. Ti mette in contatto col mondo, ma tieniti pronto a gestirlo. Un indirizzo di posta, almeno uno, con qualcuno che ha il compito di guardarci è un buon inizio. Poi vengono le altre pippe ennepuntozero!
Dettagli che migliorano la vita
lunedì 30 novembre 2009 Pubblicato in Tecnologia, web | 3 Commenti »Oggi grazie a Darwin la mia vita, almeno quella legata al web è cambiata. Amavo il 4:3, l’arrivo dei monitor “schiacciati” mi aveva indotto una destabilizzazione psicologica cui il posizionamento a sinistra della barra delle applicazioni di windows aveva, solo parzialmente, posto rimedio.
Darwin in due righe, le più prezione che ho letto nel 2009, ci fa sapere che su firefox c’è un plugin (tree style tab) che permette di posizionare sulla sinistra le tab (o i tab?) di navigazione e, non solo. Le tab vengono collocate anche secondo uno schema gerarchico in base alla finestra “genitore”.
Mai più senza, ma per davvero.
Franz Ferdinand live @Bologna
lunedì 30 marzo 2009 Pubblicato in Cinema, Concerti, Musica, Rock, standard, web | Nessun commento »Bologna, 29 marzo 2009. Estragon.
Arrivano da Glascow i Franz Ferdinand per un prevedibile tutto esaurito all’Estragon di Bologna. Già da più di un mese i biglietti per questo concerto erano introvabili confermandomi l’idea che forse per un gruppo così noto l’Estragon risultasse troppo piccolo.
I Franz Ferdinand esordiscono in modo travolgente con il primo album del 2004 (l’omonimo Franz Ferdinand, 2004, domino records), premiatissimo dalla critica e dal pubblico. Segue nel 2005 il meno convincente You Could Have It So Much Better e dopo lunga attesa un grandissimo ritorno con il terzo album Tonight: Franz Ferdinand, ancor più bello e interessante dell’album di esordio.
Spettacolo straordinario con larghissimo spazio ai brani più “punk” e ritmati. I ragazzi ce l’hanno messa tutta e sono arrivati stremati alla fine dei 70 minuti scarsi di concerto. Acustica ottima. Ogni strumento aveva il suo spazio compresa la voce di Alex Kapranos (voce e chitarra), sfrenatissimo. Più pacato il secondo chitarrista, Nick McCarthy (chitarra e tastiere). Una sfinge come qualsiasi bassista che si rispetti, Bob Hardy (basso). Una furia scatenata (ha suonato a torso nudo) il batterista Paul Thomson.
Insomma un concerto indimenticabile.
Meriterebbe invece un rapido oblio l’organizzazione.
(continua…)
Nuovi modelli di business? Iniziamo con l’italiano…
lunedì 27 ottobre 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, senza parole, web | Nessun commento »Il Corriere pubblica, manteblog cita, noi leggiamo: un tema moderno, delicato, che merita attenzione.
L’articolo non dice nulla di nuovo presentando, come sempre la posizione unica di chi difende lo status quo. Tuttavia la tortura cui è sottoposta la nostra lingua nei due paragrafi conclusivi supera i limiti del ridicolo e merita lettura e citazione.
C’è chi dice che il mondo è cambiato e occorre studiare come sfruttare un fenomeno incontrastabile come la condivisione di contenuti in rete. Individuare “nuovi modelli di business”. Sì, magari domani.
Oggi recuperiamo il sussidiario e rispolveriamo un po’ l’italiano.
“… è impraticabile la possibilità di rintracciare chi sta facendo lo streaming e cioè chi vede illegalmente film sul computer … una posizione troppo severa dell’Autorità per privacy che non consente l’individuazione dei ladri sul web … un caso specifico in cui le industrie col software Alpha Bat sono riuscite a individuare mille persone, con tanto di nome e cognome, ma il giudice disse che gli autori della ricerca potevano essere perseguibili come contravventori della privacy … La normativa italiana, molto è considerata tra le migliori, ma risulta inefficace … E invece si commette un furto: delle idee e del pensiero. L’anomalia italiana è che, rispetto a Francia e Inghilterra, finora non siamo riusciti a invitare al tavolo le Telecom, non hanno ritenuto di poterci affiancare in azioni che si concretizzassero in un warning. Se riusciamo a far capire a coloro che commettono reato… che non saranno impuniti ma perseguiti, permetterebbe di abbassare dell’ 80 per cento il fenomeno della pirateria.”
e, infine, le novità tecnologiche …
“Questi signori che si divertono a giocare stanno intasando le linee fino al 70 per cento, creando difficoltà all’online, allo sfruttamento della banda larga, alla fibra di vetro.”
Umiliati la Gialappa e Trapattoni.
Cross-site XMLHttpRequest
martedì 7 ottobre 2008 Pubblicato in Tecnologia, sicurezza, standard, web | Nessun commento »Il W3C ha pubblicato il working draft della versione 2.0 di XMLHttpRequest (la libreria che permette ad Ajax di esistere). Tra le novità di rilievo della nuova versione, la possibilità di eseguire cross-site request, aprendo la possibilità di utilizzare web service e syndication da siti terzi:
11. The previous level of this specification raised a
SECURITY_ERRat this place in case of a non same origin stored url. This specification supports non same origin requests and therefore this exception is no longer raised here.
[XMLHttpRequest Level 2 -W3C Working Draft 30 September 2008]
Oggi questa possibilità è negata per motivi di sicurezza. Per visualizzare, per esempio, un feed rss di un sito “terzo” devo effettuare la syndication del contenuto sul server. Devo predisporre uno script server side che processi il feed e generi il codice HTML che il server principale può quindi trasmettere al client.. Il browser dell’utente non mi autorizza a compiere questa operazione direttamente sulla pagina via javascript. XMLHttpRequest, ad oggi, non può comunicare con server diversi da quello che ha trasmesso il documento che desidera effettuare la richiesta. La libreria è nata così e il W3C ne ha acquisito le specifiche nel proprio standard.
La motivazione della sicurezza potrebbe essere accettabile se non fosse permessa la più “audace” esecuzione di generico codice javascript trasmesso da un sito terzo. Da sempre posso, cioè, caricare sulla pagina script provenienti da server terzi, con conseguenti rischi sulla sicurezza (cross site scripting vulnerabilities) e la privacy. Oggi non possiamo scaricare dati da server terzi all’interno della libreria XMLHttpRequest, ma possiamo eseguire codice javascript arbitrario. Una limitazione decisamente poco sensata.
Ed è decisamente tardi per tornare indietro e limitare l’esecuzione di scripting da siti terzi. E’ grazie ad esso che possiamo inserire con estrema semplicità la pubblicità sulle nostre pagine e possiamo, per esempio, monitorare il clickstream sul nostro sito tramite servizi come google analytics o crazyegg. Insomma, non siamo più disposti a rinunciare allo scripting remoto e quindi la direzione evolutiva è scontata: ben venga, al più presto un consolidamento dello standard W3C (oggi è ancora nello stato di working draft, una bozza) e, soprattutto, la sua implementazione nei browser.
Per inciso, firefox 3, durante la fase finale del processo di beta-testing, aveva rilasciato una versione con cross-site XMLHttpRequest, subito ritirata. Peccato. Forse la sua diffusione ne avrebbe tratto vantaggi.
Ma il fumetto su chrome l’avete almeno sfogliato?
mercoledì 3 settembre 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | 8 Commenti »Tra gli eventi della settimana senz’altro possiamo annoverare il rilascio della beta di Chrome, il google-browser. Ho già letto diversi commenti più o meno dettagliati e più o meno appropriati e devo ammettere di condividere solo parzialmente molte delle opinioni espresse.
Molti esprimono dubbi sulla necessità di un altro browser. Perché? Maggiore è il numero di browser utilizzati, minore sarà la rilevanza del singolo, più il web dovrà attenersi agli standard con gioia di chi il web l’ha concepito a tutela della sua apertura e diffusione. Mai più leggeremo “ottimizzato per …”. O ce ne siamo dimenticati?
In diversi si sono soffermati sui dettagli di interfaccia (peraltro l’essenzialità di chrome è tutt’altro che criticabile) sostenendo che c’é poco di innovativo e che quindi potevamo fare a meno dell’ennesimo browser (di nuovo!).
C’è chi ha rinnovato l’accostamento dell’emergente monopolio di google a quello che ha caratterizzato il nostro medioevo informatico (questa è una mia definizione), ma questo è un punto troppo delicato da affrontare tra le pieghe di un post.
Qualcuno ha accennato agli aspetti più interni del browser, parlando di efficienza e affidabilità centrando, a mio parere, il vero scopo di questo progetto.
Dalla veloce (e incompleta) lettura del fumetto mi è sembrato di capire che la motivazione fondamentale, se non l’unica, che ha spinto google a progettare un altro browser sia stata la necessità di supportare meglio le Rich Internet Application (RIA): maggiore velocità e, soprattutto, maggiore affidabilità. Qui parliamo di sostanza, non di meccanismi di anti-aliasing, meccanismi di zoom, supporto di primitive CSS ancora soggette a standardizzazione. No, chrome è innovativo perché si pone l’obiettivo (raggiungerlo sarà un altro problema) di permetterci di usare le RIA senza il timore che l’apertura di un file PDF su uno dei tab aperti blocchi tutte le finestre del browser o che il crash per overflow di memoria causato da uno script ci faccia perdere il contenuto di tutte le finestre attive.
Il ripristino di firefox non ci aiuta. La chiusura inattesa di una RIA spesso comporta la perdita del lavoro fatto (quanti post avete perso perché vi siete dimenticati di salvare il contenuto di una semplice textarea?).
Allora teniamo d’occhio ciò che chrome ci propone di realmente innovativo:
1) una macchina virtuale per javascript con un meccanismo di esecuzione del codice javascript che prevede una precompilazione e non una interpretazione passo passo;
2) un processo separato per ognuno dei tab aperti.
Questo dovrà migliorare le prestazioni nell’esecuzione di script, diminuire la dispersione dello spazio di memoria e, soprattutto, limitare al singolo tab (quindi alla singola applicazione) gli eventuali problemi legati alla cattiva programmazione e alla presenza di bug.
Condivido pienamente la scelta strategica di google, che tanto sta investendo sulle RIA ostinandosi (correttamente) ad usare tecnologie di base e soprattutto standard (AJAX). Per realizzare RIA con AJAX efficienti e affidabili i browser attuali non bastano, serve una nuova generazione e chrome rappresenta il corretto modello evolutivo da seguire.
Oppure preferiamo usare Silverlight?
PS. Il fumetto, va ammesso, non verrà ricordato come espressione artistica, ma l’ho trovato utilissimo per cercare di comprendere cosa fosse chrome senza addormentarmi alla seconda pagina. Consigliato.
Cito alcune delle letture che mi hanno ispirato il post: chrome-faq di giovy (va comunque letto anche il commento al post di EnricoG); vari post nel blog di html.it, tra cui quello di Lamanna su alcune caratteristiche del rendering HTML e CSS; francesco e paulthewineguy, molto critici; infine giavasan, del quale condivido alla lettera le conclusioni.
Sulle RIA avevo scritto un post tempo fa e l’iniziativa di google conferma la mia preferenza per le soluzioni basate su AJAX.
Firefox Download Day
martedì 17 giugno 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | 1 Commento »Ci siamo. Molti server sono “down”. Non era questo lo scopo.
Via email mi è arrivato il link “giusto”:
http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/.
Firefox 3 beta 5
mercoledì 2 aprile 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | Nessun commento »E’ disponibile la beta n. 5 della versione 3 di Firefox. L’ultimo passo prima della release finale prevista per giugno. Con grande sollievo la developer bar è già stata aggiornata ed è “sopravvissuta” all’aggiornamento. Nelle note di rilascio troviamo diverse novità rispetto alla beta precedente, soprattutto bug fix. Nel complesso la nuova versione del browser migliorerà nella sicurezza, nella semplicità d’uso, nella gestione del profilo personale, negli strumenti per gli sviluppatori, ma, soprattutto, nelle prestazioni e nell’utilizzo di risorse.
Google desktop è tornato a funzionare. Con la beta 4 aveva problemi (google desktop port conflict 4664) ed ero costretto ad usare … ahime … internet explorer.
IIS vs Apache: sorpasso evitato
giovedì 27 marzo 2008 Pubblicato in Tecnologia, web | Nessun commento »Commentando l’edizione di ottobre 2007 del web server survey di Netcraft avevamo potuto osservare uno storico avvicinamento di Microsoft IIS ad Apache nella percentuale di web server attivi.
Si era arrivati a meno del 10% di differenza e il trend di crescita di IIS (e speculare calo di Apache) lasciava temere un possibile sorpasso a breve termine. Nei report successivi, tuttavia, le due curve si sono stabilizzate e a marzo 2008 la differenza sembra essersi assestata intorno al 14%.

Osservando i dati assoluti appare evidente una forte flessione di Apache in corrispondenza dell’apparizione del Google web server, a giugno del 2007. Ora, “assorbita” la migrazione dei server di google, Apache sembra aver ripreso il suo normale trend di crescita, mentre negli ultimi 3 mesi IIS ha visto diminuire il numero assoluto di server web attivi.

Due parole sulle Rich Internet Application (RIA)
martedì 25 marzo 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | 10 Commenti »Leggo su ComputerWorld che i ricercatori del gruppo Forrester ci svelano che i “power user” sono piuttosto delusi dalle performance delle applicazioni RIA (Rich Internet Application) che utilizzano AJAX. Le applicazioni web si definiscono “rich” quando le funzionalità della pagina web si arricchiscono di componenti “client-side”, eseguite sul browser. Ci allontaniamo dal paradigma originario del web (come semplice ipertesto finalizzato a pubblicare documenti) utilizzandone le tecnologie per realizzare vere e proprie applicazioni.
Most power users are disappointed with the performance of Rich Internet Applications (RIAs) based on Asynchronous JavaScript with XML, or AJAX, according to a new research report from Forrester Research Inc.
Su questo punto sono abbastanza d’accordo. Condivido lo scetticismo verso AJAX: non è la soluzione a tutti i problemi e la sua diffusione sta “indebolendo” il web. Le pagine si arricchiscono di componenti client-side (script javascript) e diventano nuovamente vulnerabili alle mille combinazioni sistema operativo/browser. Pensiamo che IE7 è ancora lontano dal soppiantare IE6 e già è apparsa la beta di IE8 che sembra rivoluzionare (dovrebbe, forse, interpretare un po’ meglio gli standard) il comportamento della famiglia di browser più diffusa. Firefox, Safari, Opera, …
Non stiamo ragionando su come viene visualizzata una pagina, se il box model CSS è più o meno conforme allo standard, se l’anti-aliasing dei font è più o meno gradevole: se pagine RIA (imbottite di codice javascript) hanno problemi, l’utente non può utilizzarle . L’applicazione non funziona.
Non sono, invece, minimamente d’accordo con il consiglio, da parte dei ricercatori Forrester, a guardare a tecnologie emergenti come Adobe AIR o Microsoft Silverlight.
As a result of the AJAX limitations, the research firm recommended that business users consider emerging next-generation RIA technologies like Adobe AIR from Adobe Systems Inc. and Microsoft Corp.’s Silverlight tool set.


