Firefox 3 in arrivo: showModalDialog()
mercoledì 27 febbraio 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | Nessun commento »Tra qualche giorno dovrebbe essere rilasciata la versione 3 del mio browser preferito. Sto utilizzando la beta da un paio di settimane e non ho ancora riscontrato problemi (chissà se questo post arriverà in fondo ora che l’ho detto).
Volevo fare dei confronti più scientifici con la versione precedente, ma il vecchio PC l’ho dismesso prima del previsto e la release 2 del browser non è più immediatamente disponibile. Quindi vado un po’ a memoria.
Come annunciato il browser è estremamente meno ingordo di risorse e, anche se ancora in beta, sembra anche più stabile. Devo ammettere che quasi tutte le estensioni installate sono state disabilitate perché ancora non compatibili (ahime’, tra questel’impagabile color picker e la web developer bar) e questo certamente condiziona fame e stabilità.
Diversi dettagli grafici sono stati migliorati ed è ora immediato aggiungere link tra i segnalibri. Un’occhiata alle release notes per pregustare tutte le migliorie.
Tra le novità più interessanti ho notato l’implementazione della funzione window.showModalDialog(), non standard e introdotta da Internet Explorer 4, in grado di aprire un documento HTML in popup in una finestra “modale“. Questa funzione, rispetto all’usuale window.open() ha 3 differenze notevoli:
Buon compleanno XML
mercoledì 13 febbraio 2008 Pubblicato in Tecnologia, standard, web | Nessun commento »
Il 12 febbraio 1998 il W3C pubblicava le specifiche per XML 1.0 ( Extensible Markup Language (XML) 1.0).
The Extensible Markup Language (XML) is a subset of SGML that is completely described in this document. Its goal is to enable generic SGML to be served, received, and processed on the Web in the way that is now possible with HTML. XML has been designed for ease of implementation and for interoperability with both SGML and HTML.
Non un linguaggio, ma un nuovo alfabeto in cui ridefinire tutte le grammatiche e i linguaggi del web e non solo. Utilizzato per ridefinire l’HTML nell’XHTML, ha dato forma a decine di linguaggi di markup specializzati. Ma probabilmente l’effetto più dirompente l’abbiamo avuto in un ambito imprevedibile anche per chi lo stava concependo: la rappresentazione e lo scambio di dati. Dai Web service, SOAP, WSDL alla definizione di formati aperti e proprietari per la rappresentazione dei dati.
B asta con tracciati di scambio a spaziatura fissa, ai comma-separated, ai file pseudo-ini. Caratteri speciali, separatore di campo, separatore di record, documentazione fuori linea e obsoleta. L’XML ha spazzato via tutti questi problemi come una tempesta. Con schemi e DTD si documenta in maniera formale e automatizzata la sintassi del file: il documento di specifica alimenta il parser di validazione. Ma dove era stato tenuta nascosta questa panacea fino al 1998?
In fondo è sempre stata lì, come la pennicellina, ma nessuno aveva capito quanto valesse, visto che l’SGML, di cui XML è un sottoinsieme, deriva a sua volta dal GML, ideato in IBM nel 1960 da Charles Goldfarb, Edward Mosher and Raymond Lorie.
(via W3C)
Letterina a Steve Ballmer
mercoledì 6 febbraio 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, web | 1 Commento »Caro zio Steve,
ho saputo che quest’anno hai deciso di devolvere in beneficenza la paghetta annuale di Bill. Quest’anno i 44.6 miliardi di dollari (44.600.000.000$ = 30.490.500.000 euro circa, via yahoo finance
saranno utilizzati per salvare i posti di lavoro dei dipendenti di Yahoo. Quanta generosità. Parliamo di 30 miliardi di euro, una cifra non tanto distante da quella della finanziaria lacrime e sangue del 2006 (se non erro 41 miliardi di euro). Una cifra vertiginosa.
Vorrei allora farti una raccomandazione.
Se dovessi decidere davvero di comprare Yahoo non cedere alla tentazione di migliorare l’esperienza di navigazione “ottimizzando” le pagine di Yahoo rispetto al tuo straordinario browser. T’è già andata fatta bene con quegli sfigati di Netscape, sarebbe ingiusto fare lo sgambetto a Firefox proprio adesso.
E se t’avanza qualche spicciolo, che so, un paio di centinaia di milioni di euro dai un’occhiata alle nostre svendite.
Visto che hai voglia di far beneficenza, con gli spiccioli di avanzo da Yahoo ti consiglio di acquistare in liquidazione il portale del turismo della meta turistica per antonomasia: italia.it. No, non cliccare. Adesso non è accessibile perché nonostante noi italiani c’abbiamo speso 6/7 milioni di euro l’abbiamo messo sott’olio per quest’estate (so di mentire, ma lo zio non sarebbe contento di comprare un giocattolo palesemente rotto). Insomma, diciamo che con il 2/3 per mille della paghetta di Bill puoi entrare con forza nel mercato del turismo e sfondare. Ho sentito dire che con pochi euro in più ti prendi anche la fontana di Trevi e un paio di archi del Colosseo.
Potrei suggerirti altri affaroni da fare qui in Italia. C’è, per esempio, una emittente televisiva bella e pronta per trasmettere. Attrezzature, palinsesti, personale. Tutto. Ha anche le sue frequenze. Puoi mettere su la tua TV quando vuoi. Ah, sì, è vero: a dirla tutta, le frequenze sono occupate da un canale che trasmette bei film in orari assurdi e parodie dei nostri telegiornali. Ma è lì solo come riempitivo. Già in tanti gli hanno detto di andarsene: tribunali italiani, corti di giustizia europee (ci sarebbe pronta anche una risoluzione ONU, ma quelle non se le fila nessuno). Ma stai tranquillo, qualche altro percento della su citata paghetta e mettiamo in moto questi meccanismi arrugginiti e via! L’etere diventa tuo.
Allora, caro zietto, pensaci su e salutami il caro vecchio Bill. E attento, che l’anno prossimo la sua paghetta non te la da’.
Ma non avevi mai visto la pubblicità trasmessa dal tuo blog?
martedì 29 gennaio 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, web | Nessun commento »Non so quanto si guadagni con AdSense (credo poco anche chi ha molto traffico). Ma allora perché ci sono tanti che la inseriscono nel proprio sito/blog? Andreste in giro con la pubblicità di un sexishop sulla vostra automobile? Oppure fareste l’uomo sandwitch per riviste di destra? Tutto per qualche euro al mese?
Eppure tanti hanno la pubblicità e spesso è imbarazzante.
C’è poi chi si stupisce per essere “bannato” dai proxy aziendali e si chiede se fargli causa.
A proposito, anche noti siti istituzionali non scherzano per il tipo di pubblicità.
italia.[fu]it
sabato 19 gennaio 2008 Pubblicato in Tecnologia, appunti, web | 4 Commenti »
Non so se considerarla una buona o cattiva notizia. Scopro ieri, via Feba, che hanno staccato la spina all’agonizzante italia.it. E ancora non abbiamo capito come siano stati spesi 60 milioni di euro.
Visto che almeno il dominio è ancora nostro
Domain: italia.it status: ACTIVE Created: 2004-06-03 00:00:00 Last Update: 2007-06-19 00:03:55 Expire Date: 2008-06-03 Registrant Name: Presidenza del Consiglio dei Ministri ContactID: PRES2-ITNIC Address: P.zza Colonna, 370 Roma 00187 RM IT Created: 2007-03-01 10:26:04 Last Update: 2007-10-31 12:36:09
potremmo approfittarne, con poche decine di euro in più, per pubblicare online, a mo’ di lapide alla memoria, tutta la documentazione del progetto.
Quanti soldi sono stati spesi e da chi.
Chi li ha presi per fare cosa.
E anche per dare il giusto spazio a chi in questo progetto ha fatto qualcosa di buono.
Gentilissimo Ministro Rutelli, almeno questo ce lo deve.
Il sesso degli angeli
giovedì 10 gennaio 2008 Pubblicato in appunti, web | 3 Commenti »
Il “blog” di Beppe Grillo è un “vero blog”?
Cosa definisce un “vero blog” o un “vero blogger”? La piattaforma software utilizzata? Le sue funzionalità? La possibilità di lasciare commenti? Il comportamento del suo titolare?
Il sito di Beppe Grillo ha tutte le funzionalità di un blog. Il problema sembra risiedere quindi nel suo autore, che non si comporterebbe come “blogger” perché non interagisce con la “blogsfera”, non la vede, non la considera. Parla e basta. Accetta che si pubblichino commenti ai suoi post, ma non replica (questione sintetizzata in un post magistrale da Stefano Epifani).
Music taxonomy
martedì 8 gennaio 2008 Pubblicato in Musica, web | Nessun commento »
Non amo le classificazioni. Non sopporto che nei negozi i gruppi siano relegati su scaffali diversi in base al “genere”. Trovo spesso difficile classificare in un particolare genere un singolo album, figuriamoci l’intera produzione di un gruppo. Tuttavia trovo molto utile poter “provare” nuovi gruppi e nuovi generi affini e probabilmente adatti ai miei gusti musicali.
Tempo fa, tramite Rumore, avevo scoperto gnoosic in grado di visualizzare in forma di grafo le relazioni esistenti tra gruppi musicali basandosi sui gusti dichiarati dagli stessi visitatori del sito. Si tratta di uno strumento molto interessante, in grado di rendere in forma grafica il concetto del “generalmente a chi ascolta x piace anche y”.
Oggi grazie a Giavasan scopro questo fantastico Music Roamer, da Tanya Cashorali, molto simile allo strumento che credevo perduto. Fornisce per l’autore richiesto, in forma grafica, gli stessi risultati che last.fm presenta in forma testuale. Infatti si alimenta dal medesimo database e l’ascolto dei brani avviene attraverso lo stesso sito.
Cercando di ripescare il vecchio sito mi sono imbattuto in altri interessanti strumenti utilissimi per esplorare e in qualche modo comprendere meglio l’articolatissimo universo musicale.
Per esempio Kenneth John Taylor (ishkur) pubblica una guida interattiva alla musica elettronica. Sul suo sito sarebbe disponibile la versione 3.0, che non sono riuscito a utilizzare (sembra ancora una coming soon). Tuttavia qui è disponibile la versione 2.5 (basata su flash, sigh) ma in grado di proporre una complessa mappa dei diversi generi con citazione dei gruppi e dei rispettivi brani più significativi.
Musicmap costruisce una mappa di relazioni lavorando (più correttamente) a livello di singolo album.
Liveplasma lavora a livello di gruppi e permette di costruire grafi anche in base ai gusti cinematografici (film o regista).
Mi fermo con una meta-segnalazione: VisualComplexity presenta innumerevoli strumenti in grado di produrre visualizzazioni grafiche di tassonomie basate su musica, cibo, arte, web, … social networks.
Radiohead vs Radiohead
martedì 27 novembre 2007 Pubblicato in Musica, Tecnologia, web | Nessun commento »
Ieri ho ordinato il “pacco” dei Radiohead sul loro sito: non resisto, finché li stampano ho bisogno di avere tra le mani i CD dei gruppi che amo. E poi il “pacco” comprende anche due vinili: da quanto non ne compravo!
C’é un vecchio piatto Thorens, regalatomi da un collega, che aspetta, incastrato nel mobile Ikea che ospita il mio HiFi, di essere estratto e usato. Gli LP dei radiohead saranno un’ottima occasione per rimetterlo in funzione. Mio figlio l’ha chiamato “lettore di vinile”, lui, nativo digitale, non ha idea di come funzionino quei dischi neri pieni di righe concentriche. A dir la verità, per ora, non ha idea neanche di come funzionino i CD e gli mp3, ma sa come usarli e ascoltarli.
Ma torniamo ai Radiohead e alla loro idea di abbandonare la vecchia casa discografica, la EMI, e distribuire autonomamente, via internet, senza intermediari, il loro ultimo disco. C’è chi ha ironizzato sul fatto che i “portoghesi” (l’album si poteva scaricare anche gratuitamente) siano stati tantissimi (qui un articolo dettagliato al 29/10). Ma tanti l’hanno pagato. E poi gli artisti si nutrono anche e soprattutto di fama e senza dubbio la loro iniziativa li ha fatti arrivare alle orecchie di tantissimi. Ma in questo post parlerei d’altro …
Attivamente indifferenti …
domenica 11 novembre 2007 Pubblicato in appunti, web | Nessun commento »Francesco ci racconta di aver seguito in TV “un approfondimento” su un recentissimo fatto di cronaca nera che tratta internet, web e blog nella solita maniera superficiale e falsamente misteriosa.
Aspettiamo di vedere cosa sarà in grado fare il mio conterraneo sulla rete nazionale. Il grande Momo a suo tempo parlo’ di INAT (indifferenza attiva): un modo per difendersi dalle boiate pruriginosa che il “grande approfondimento” televisivo ama proporci.
Io la applico sistematicamente. A differenza del “maestro” abruzzese, Mentana a volte mi risulta meno indigesto, ma il tema del giallo, dell’uccisione, dei blogger mi ha spinto a non fare eccezione. Per cui il telecomando va ad arenarsi su MTV.
Magazzini ad “accesso casuale”
sabato 10 novembre 2007 Pubblicato in Tecnologia, web | Nessun commento »Quando il polverone della prima bolla di internet si dissolse pochi dei tantissimi progetti di eCommerce erano sopravvissuti perché sorretti da un reale modello economico e non da una fittizia trappola per investitori. Limitandosi a siti di eCommerce che trattano beni materiali (che si occupano di spostare atomi oltre che bit) senz’altro tuttora Amazon rappresenta il migliore modello.
Ma la sua forza è nel sito, nella presentazione dei prodotti, nelle sue funzionalità, nel suo marchio? Certo, il sito è affidabile, completo, si rinnova, senza esagerazioni, proponendo nuovi servizi, ma, nella sostanza non offre nessuna funzionalità di complessa progettazione o realizzazione. Non serve “rocket science” per realizzare un sito come Amazon. Allora dov’è il segreto?
